Birkenstock, la scarpa brutta che ha conquistato la moda

Birkenstock, la scarpa brutta che ha conquistato la moda. || Una cosa che amo del mondo della moda è la sua straordinaria capacità di sovvertire anche quelle che sembravano verità assolute. Il potere di far diventare bello, desiderabile e di assoluta tendenza anche il capo o l’accessorio che mai avremmo pensato di acquistare.

Con i sandali Birkenstock è andata un po’ così. Non si distinguono per bellezza o eleganza, possiamo tranquillamente ammetterlo. Li abbiamo criticati un po’ tutte, magari vedendole ai piedi di ignari turisti. Le abbiamo osservate guardinghe, pensando che “va bene stare comode, ma…”. Le abbiamo bistrattate, e avremmo giurato col sangue che mai una scarpa del genere avrebbe trovato un posto nei nostri armadi.

Poi, d’un tratto, la svolta. Continue reading Birkenstock, la scarpa brutta che ha conquistato la moda

Digital Detox, come fare a riprendersi il proprio tempo

Poche, semplici regole per iniziare a fare “digital detox” | Viviamo in una società che ci pretende sempre connessi, che ci obbliga a rispondere rapidamente a tutti i messaggi che riceviamo, a non abbassare mai la soglia di attenzione nei confronti degli accadimenti “digitali”, ai quali sembriamo attribuire un’importanza sempre maggiore.

“Recintare”, in un certo qual senso, la propria vita dalle continue incursioni perpetrate da notifiche di ogni tipo è divenuta una necessità. Ritrovarsi a tarda sera a rispondere ad e-mail e messaggi che potrebbero (e dovrebbero) tranquillamente aspettare la mattina successiva non può essere considerata la norma. Continue reading Digital Detox, come fare a riprendersi il proprio tempo

The “Lipstick effect”: il rossetto in tempi di crisi

Avete mai sentito parlare del “Lipstick Effect”? Si tratta di una teoria economica secondo la quale, durante periodi di crisi economica o recessione, i consumatori sarebbero più propensi  a spendere per piccoli oggetti, ma di categoria premium, piuttosto che per beni di lusso come gioielli, abbigliamento, viaggi esclusivi o simili. Il primo a parlare di “Lipstick effect” fu Leonard Lauder, chairman di Estée Lauder, osservando come dopo l’11 settembre la sua azienda avesse registrato un incremento delle vendite di rossetti (+ 11%).

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