Don’t care!

 

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Lei è una di quelle che provocano da una vita. Si sa.

Si è permessa di tutto, ha lanciato ogni sorta di moda, ha sdoganato ogni forma di idea bizzarra che le venisse in mente, ha fortemente impresso il suo nome su cose oggi definite cult.

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Il diavolo torna a vestire Prada

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La scrittrice Lauren Weisberger sta lavorando al seguito del celebre romanzo “Il diavolo veste Prada”: la giovane Andy troverà nuovamente sulla sua strada la dispotica Miranda.

Sono passati otto anni da quando l’aspirante giornalista Andy ha deciso di tagliare i ponti con la dispotica direttrice di Runway, Miranda, stanca delle continue vessazioni e di una vita che sembrava non appartenerle più. Otto anni dal bestseller di Lauren Weisberger, “Il diavolo veste Prada” (Simon&Schuster, 2003), che ha spopolato per il suo stile frizzante e per il gusto di una storia che, seppur romanzata, si diceva carica di rimandi alla realtà. Sembra, infatti, che l’autrice, dopo un’esperienza lavorativa per l’autorevole rivista Vogue America, abbia voluto trasporre su carta il suo vissuto nel “dietro le quinte” di un mondo affascinante, ma spesso bizzarro, quale sa essere il sistema moda.

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Una passerella non si nega a nessuno

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L’hanno chiamata tendenza del low cost, l’hanno criticata perchè “troppo-fast” fashion, l’hanno però anche corteggiata, magari credendola “innocua” e ben salda in una posizione subalterna rispetto alle grandi griffe. Fatto sta che la moda dei prezzi accessibili si è presa anche la passerella dell’alta moda. Il prossimo 27 febbraio, infatti, H&M presenterà la sua collezione di alta moda autunno/inverno 2013-14 a Parigi.

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Presto, che è tardi!

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Non c’è niente da fare. Il tempo per fare le cose non ce lo abbiamo proprio più. Supportati da elettrodomestici intelligenti e da telefoni che fanno anche il caffè, non riusciamo ugualmente a venir fuori da giornate incredibilmente caotiche e frenetiche. Niente paura, però. Se avete trovato il tempo di sposarvi ma non quello per le lunghe prove dell’abito in atelier, l’industria della moda vi viene incontro. Il progetto di Max Mara si chiama semplicemente Collezione Sposa e si propone di ridefinire il concetto di abito nuziale per renderlo contemporaneo e prêt-à-porter, rispondendo all’esigenza attuale di velocizzare i preparativi.

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Consigli vintage

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Le vere economiste del guardaroba sono naturalmente coloro che “riescono a far durare le cose” senza dare nell’occhio. Da questo punto di vista, le francesi sono davanti a tutte e uno dei motivi è che si cambiano non appena varcano la soglia di casa, indossando uno di quegli abitini semplici (…) o un comodo caffetano che vi farebbe sembrare eleganti più di molti altri indumenti. Ma non si limitano a questa accortezza: non si rilassano finchè non hanno spazzolato e riposto nell’armadio i vestiti che hanno appena tolto

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Per grazia ricevuta

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Una serata in un caffè parigino può costare molto cara. Può costare anche una carriera e una posizione importante, quella presso la storica Maison Dior. A pagare il conto, due anni fa, è John Galliano, allora direttore creativo del marchio, comparso tristemente sulle pagine di tutti i giornali per aver rivolto insulti antisemiti contro una coppia di clienti dello stesso locale.

Quella sera, ripreso in un video, il designer inglese appare evidentemente alterato dall’alcool mentre inneggia a Hitler e lancia ingiurie. Dior lo licenzia in tronco e si dissocia con ogni mezzo dalle parole pronunciate dal suo uomo di punta. Si prova a salvare il salvabile, per di più nel bel mezzo della settimana della moda.

Figura controversa, quella di Galliano: per descriverne il temperamento si potrebbe forse parlare di genio e sregolatezza, di un personaggio dotato di straordinario estro creativo e, al contempo, di spericolati comportamenti sociali. In questo caso, però, si è certamente finiti ben oltre una condotta sregolata, fino a decadere nel razzismo, nel pregiudizio, nell’odio, toccando ancora una volta quella dolorosa e tremenda ferita inflitta al popolo ebraico. La vicenda, insomma, non è di quelle che si dimenticano facilmente.

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L’eleganza va portata con disinvoltura

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Vi sono, nel cinema e nella moda, alcuni incrollabili punti di riferimento: i film oggi inclusi fra i cosiddetti cult, da un lato; le collezioni e i designer che hanno fatto storia, dall’altro.

Vi sono poi dei casi, particolarmente fortunati, in cui pellicole capaci di segnare un’epoca finiscono per consacrare al successo anche quell’abito o quell’accessorio indossato dal protagonista.

Uno di questi felici connubi avviene negli anni ’80: il film è American Gigolo di Paul Schrader, con protagonista Richard Gere. La firma sugli abiti è quella di Giorgio Armani. E’ in questa pagina di storia della moda che Re Giorgio sviluppa uno stile destinato a non conoscere tramonto e a tornare trent’anni dopo, con assoluta credibilità, sulle passerelle della primavera/estate 2013.

Ma ricreiamo per un attimo il mood degli ‘80. L’autoradio della decappottabile suona “Call me” di Blondie, al volante c’è lui, Julian, un Richard Gere appena trentenne, spregiudicato, impeccabile. Siamo solo ai primi fotogrammi, ma American Gigolo si rivela già come il trionfo dell’estetica, della cura di sé, del piacere di ammirarsi e compiacersi.

E’ rivoluzione di costume, culto del bello, eleganza esibita e ricercata. Belle macchine, bella gente, fisici palestrati, locali esclusivi. E poi: assoluta celebrazione della moda, quella del vestiario firmato Armani, creato sul protagonista. (more…)

Viaggio nell’estetica giapponese

viaggio nell'estetica del giapponeLa moda giapponese, fra tradizione e modernità, è un mondo a cui guardare con grande interesse, per la raffinatezza e la profondità di significati che è in grado di veicolare.

Vi è nell’estetica giapponese un grado di semplicità tanto complesso da essere quasi inafferrabile. L’ispirazione che ha guidato la mano dei celebri designer nipponici non si offre a sguardi superficiali. E’ forse dall’elogio dell’ombra, quello descritto da Junichiro Tanizaki nel suo piccolo e prezioso libro (“Libro d’Ombra”, Bompiani), che l’occidente dovrebbe partire per avvicinarsi realmente ai grandi temi che stanno dietro la cultura giapponese.

Non serve la luce artificiale per scorgere la profondità di un modello estetico fatto di un’eleganza senza tempo, di uno spazio colmo di significato – il cosiddetto “Ma”- fra l’abito ed il corpo. Ma è una parola presente nella lingua giapponese in innumerevoli espressioni, colloquiali e non. Indica un’entità che si trova in mezzo, “fra”: un tempo fra due eventi, uno spazio fra le cose, la relazione fra due persone o anche fra due momenti diversi di uno stesso soggetto, nella vita quotidiana, nelle arti marziali, nell’arte e nel teatro, lo spazio fra il perfetto e l’imperfetto. In questo concetto così delicato, in questo “qualcosa” di inafferrabile risiede la particolarità e la raffinatissima sensibilità estetica giapponese.  (more…)

Moda sostenibile: H&M fra cadute di stile e impegno green

hemSe moda dev’essere, che almeno sia “buona”! Anche perché la reputazione aziendale non è cosa da poco e bisogna difenderla strenuamente da ogni macchia. Proprio per questo, sempre più frequentemente, le aziende del settore moda si danno battaglia a suon di annunci e di comunicati in cui mostrano orgogliose al mondo il loro lato “cleen” e socialmente responsabile.

Di H&M, colosso svedese della moda low cost, ad esempio, si diceva un gran bene: iniziative per la promozione dei diritti umani, la promessa di passare all’utilizzo esclusivo di cotone organico entro il 2020, intere collezioni realizzate con l’utilizzo di materiali sostenibili, solo per fare qualche esempio. Poi arriva la cattiva notizia. Nell’ambito della Campagna “Detox”, il Gruppo H&M viene inserito da Greenpeace nella lista di aziende che producono capi contaminati da sostanze pericolose. Certamente il marchio svedese si trova in ottima compagnia, visto che nella lista finiscono, fra gli altri, anche i nomi di Zara, Benetton, Diesel, Esprit, Gap, Armani, Victoria’s Secret, Mango, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, ma l’accusa non è di quelle che si dimenticano in fretta. (more…)

Storia di un cult: il tubino nero

immagine storia del tubino nero

Consacrato definitivamente dal film “Colazione da Tiffany”, con Audrey Hepburn, il tubino nero porta in realtà la celebre firma di Coco Chanel, che lo crea a Parigi più di ottanta anni fa.

 

In Francia, dove questo capo è nato più di ottant’anni fa, lo chiamano petit noir. Gli inglesi lo definiscono invece come little black dress. Non manca mai, infine, nei dizionari della moda italiana, un capitolo dedicato al tubino nero. La nascita di questo celebre capo è legata al nome di Gabrielle Chanel, detta Coco. Siamo nel 1926, e Parigi è animata da un vento di cambiamento. L’ottimismo postbellico regala alle donne una nuova consapevolezza: dopo aver sostituito per anni gli uomini impegnati al fronte, le donne accorciano i capelli, vestono abiti comodi ed iniziano a pretendere un ruolo sociale di primo piano. (more…)

Il trench e le sue declinazioni

immagine storia del trenchUn capo che non conosce declino e che è arrivato fino a noi mutando diverse volte destinazione d’uso e dettagli. Capo simbolo della celebre maison Burberry, è dotato di innata raffinatezza e, per scegliere come abbinarlo, ci si può ispirare ai classici del cinema.

 

Ha sviluppato una passione sfrenata per il cinema, ma ha anche saputo elegantemente declinarsi fino ad assumere foggia di divisa. Divenuto oggi uno dei capi basici di ogni guardaroba, il trench porta con sé una storia costellata di nomi illustri.

Le sue origini sono britanniche ed associate al nome di Thomas Burberry che, giovanissimo, inizia a sperimentare dei tessuti impermeabili e traspiranti. E’ il 1901 e Burberry, che nel frattempo aveva aperto dei negozi anche fuori Londra, propone dei disegni di impermeabili militari al ministero della guerra. Divenuto così divisa, il trench (termine inglese che significa proprio “trincea”) si arricchisce di spalline, tasche, cinghie e sperimenta anche una versione doppiopetto. Dopo la fine della prima guerra mondiale, si adatta perfettamente alla quotidianità ed entra a far parte dell’abbigliamento casual.  (more…)

Dolce&Gabbana presentano a Taormina la nuova linea Couture

dolce e gabbana coutureQuesta volta Domenico Dolce e Stefano Gabbana vogliono invertire il solito schema. La notizia è quella della presentazione della nuova linea Couture, che avverrà il 9 luglio nella splendida location di Taormina, ma non attraverso una classica sfilata. Il duo di stilisti ha pensato, questa volta, a un evento davvero esclusivo: la collezione, infatti, sarà presentata solo al cospetto di un ristretta selezione di clienti fissi. La stampa sembra che verrà del tutto esclusa dall’evento o che, al massimo, saranno invitati a partecipare un limitatissimo numero di importanti giornalisti. Un evento siciliano di élite, insomma, in uno scenario caratterizzato da grande glamour, per entrare nel difficile e severo mondo dell’alta moda. Dopo la recente chiusura della linea D&G, si vociferava che ci fosse qualcosa nell’aria ed erano state annunciate delle importanti novità in arrivo nel mese di settembre. L’evento di Taormina si colloca quindi in una fase di grande fermento per i due stilisti, definitivamente persuasi a creare abiti di alta moda dopo aver vestito

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Cruciani apre a Taormina e lancia un nuovo braccialetto

cruciani taorminaE’ stato inaugurato ieri a Taormina il primo monomarca Cruciani della Sicilia, dedicato ai braccialetti colorati in pizzo macramè, recentemente divenuti di grande tendenza fra giovani e meno giovani. L’apertura dello store Cruciani C di Taormina è stato celebrato con la presentazione di una limited edition del nuovo braccialetto con il tema “pirata”. Inoltre, l’evento di inaugurazione, per pochi e selezionati ospiti, è stato caratterizzato da un concerto privato di Edoardo Bennato.

Un fenomeno, quello dei braccialetti in macramè, che non si arresta da più di un anno, da quando, nell’estate 2011, nella boutique Cruciani di Forte dei Marmi si registrarono per oltre 60 giorni code interminabili di persone che affollavano il negozio pur di accaparrarsi uno o più colori del braccialetto dell’estate. Da allora, la tendenza contagia in breve tempo tutta Italia, ma anche altri paese europei, America e Giappone. Il debutto ufficiale a Milano avviene in occasione della Vogue Fashion Night Out, anche qui con un’edizione limitata creata in occasione della settimana della moda milanese.

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Ed Westwick in passerella per Philipp Plein


Ed-westwick in passerella per Philipp Plein
Il “dandy” Chuck Bass di “Gossip Girl” è il nuovo testimonial del brand Philipp Plein e ha calcato a Milano la sua prima passerella.

 

Abbiamo imparato a conoscerlo grazie alla popolare serie televisiva “Gossip Girl”, attualmente trasmessa su Italia 1, dove interpreta il ruolo di Chuck Bass, rampollo dell’alta società di Manhattan. Lui è l’attore inglese Ed Westwick, divenuto in pochissimo tempo l’idolo delle più giovani e particolarmente apprezzato anche per il modo di vestire ricercato e impeccabile, che gli è valso la qualifica di moderno “dandy”. Grazie al suo fascino magnetico, Westwick si è recentemente guadagnato anche un ruolo di primo piano nel mondo della moda, come testimonial del brand Philipp Plein. Dopo aver presentato assieme allo stilista la nuova campagna per la collezione autunno-inverno 2012/2013, scattata da Terry Richardson, l’attore ha anche sfilato per Philipp Plein a Milano. Due gli outfit scelti per lui dalla collezione Primavera/Estate 2013, intitolata “Bulletproof Hero“: nella prima uscita Westwick è apparso con un look formale ed elegante, composto da pantaloni e camicia nera e giacca blu. Per il secondo look, decisamente più casual, pantaloni e camicia bianchi, giacca marrone in pelle traforata. Ed Westwick ha dichiarato di essere molto emozionato, a proposito di questo suo nuovo impegno, e nel giorno della sfilata ha aggiunto: “Non ho mai calcato la passerella prima di oggi, spero di non inciampare, né di cadere”.

 

Lo stilista Philipp Plein, invece, ha commentato la scelta dell’attore inglese come testimonial della sua collezione con parole di grande ammirazione: “Sono orgoglioso di avere Ed Westwick come testimonial della mia nuova campagna. Riconosco in lui non solo un attore di grande talento, ma soprattutto una persona dal fascino così autentico che è veramente piacevole collaborare con lui. (more…)

In arrivo un autunno di collaborazioni

Accessori, abiti e make-up: è più che mai scattata la mania delle collaborazioni e delle collezioni speciali firmate da artisti di calibro.

Gli annunci di collaborazioni nel mondo della moda non sono mai stati così abbondanti come negli ultimi mesi. Il trend di lanciare capsule collection firmate da questo o quel personaggio celebre sembra, infatti, riscuotere sempre più successo e seguito. L’idea piace molto, ad esempio, al colosso svedese della moda low cost H&M, che sforna continuamente annunci di collaborazioni con importanti nomi del fashion system. Qualche mese fa la notizia che l’eccentrica editor di Vogue Giappone, Anna Dello Russo, disegnerà per loro una collezione di accessori che comprenderà gioielli, borse, scarpe, occhiali da sole e anche un trolley. “Sono eccitata per questa collaborazione – ha dichiarato Dello Russo – è la prima volta che H&M coinvolge una fashion director in un progetto speciale. Ho voluto creare una serie di pezzi che è impossibile trovare in giro. Come stylist, so che accessoriare è un momento essenziale del dressing up: è il tocco personale su ogni outfit”. La collezione sarà in vendita dal 4 ottobre 2012 in 140 store H&M e anche sullo shop online.

Bisognerà aspettare un po’ di più per l’altra annunciata, e attesa, collaborazione del brand svedese, quella con Maison Martin Margiela, che sarà disponibile (more…)