L’eleganza va portata con disinvoltura

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Vi sono, nel cinema e nella moda, alcuni incrollabili punti di riferimento: i film oggi inclusi fra i cosiddetti cult, da un lato; le collezioni e i designer che hanno fatto storia, dall’altro.

Vi sono poi dei casi, particolarmente fortunati, in cui pellicole capaci di segnare un’epoca finiscono per consacrare al successo anche quell’abito o quell’accessorio indossato dal protagonista.

Uno di questi felici connubi avviene negli anni ’80: il film è American Gigolo di Paul Schrader, con protagonista Richard Gere. La firma sugli abiti è quella di Giorgio Armani. E’ in questa pagina di storia della moda che Re Giorgio sviluppa uno stile destinato a non conoscere tramonto e a tornare trent’anni dopo, con assoluta credibilità, sulle passerelle della primavera/estate 2013.

Ma ricreiamo per un attimo il mood degli ‘80. L’autoradio della decappottabile suona “Call me” di Blondie, al volante c’è lui, Julian, un Richard Gere appena trentenne, spregiudicato, impeccabile. Siamo solo ai primi fotogrammi, ma American Gigolo si rivela già come il trionfo dell’estetica, della cura di sé, del piacere di ammirarsi e compiacersi.

E’ rivoluzione di costume, culto del bello, eleganza esibita e ricercata. Belle macchine, bella gente, fisici palestrati, locali esclusivi. E poi: assoluta celebrazione della moda, quella del vestiario firmato Armani, creato sul protagonista. (more…)