Uomini in gonna: tutti come Marc Jacobs?
Spesso, gli stilisti amano andare al di là delle passerelle con le loro bizzarrie. E testarle sulla propria pelle. A volte il risultato, analizzato con l’elasticità mentale concessa a chi vive in un mondo in perenne mutamento, può anche non dispiacere. Dubito però che, fatta la dovuta eccezione per il kilt scozzese (in poche e giustificate occasioni), si possa accettare di buon grado l’uomo in gonna.
Anche se l’uomo in questione è il talentuoso Marc Jacobs, designer del marchio che porta il suo nome, Marc by Marc Jacobs, e direttore creativo di Louis Vuitton, il dubbio rimane. Qualche giorno fa, Jacobs è stato infatti fotografato per le strade di New York con indosso una mise composta da parka, maglioncino blu, camicia immacolata. Fin qui tutto bene.
A completare il look: gonna, zeppe, calzino corto bianco e arancione fluo. La gonna, modello tubino, e l’originale zeppa sono griffate Prada, peccato che appartengano entrambe alla collezione femminile. Per non farsi mancare nulla, lo stilista ha pensato di abbinare anche una bella borsa Birkin di Hermès. Il risultato lascia piuttosto perplessi e pone ancora una volta l’attenzione su quella sottile linea di confine che separa stravaganza ed eccesso.
Per fare un altro esempio, alle sfilate milanesi l’eccentrica Anna Dello Russo si era presentata con in testa due enormi ciliegie.
Il risultato è più o meno quello ottenuto da Marc Jacobs: se ne parla, non importa in che modo. In realtà, non è affatto la prima volta che Jacobs si mostra in gonna, ha già sfoggiato questo capo in altre occasioni mondane, senza alcun imbarazzo.
Uomini, a ben guardare, la cosa più ovvia da dire è che il vostro fisico ben poco si adatta a questo capo. Se poi siete dotati della stessa straripante personalità di Marc Jacobs, potete anche provarci…








Spero che, a breve, un maschio possa indossare un qualunque indumento che non fasci singolarmente gli arti inferiori senza ricevere strali da parte di chicchessia, giacché l’anatomia maschile sembrerebbe avvantaggiarsi della gonna, mentre i pantaloni, pur assicurando agilità nei movimenti, rappresenterebbero un minimo di costrizione. L’unico indumento veramente femminile, sempre per evidenti ragioni anatomiche è il reggiseno; tutto il resto è confinato a questioni di gusto personale: ci sarà sempre qualcuno per il quale, a suo giudizio, un determinato capo starà meglio su un uomo o su di una donna, piuttosto che su di una persona di capelli biondi o castani, ma, a parte i reggiseni per le sole donne, non esistono capi da donna, da uomo, da biondi, da castani e via dicendo.
Inoltre, se non si debbono compiere movimenti d’agilità, gonne od abiti lunghi sono più confortevoli anche dal punto di vista termico e, con la pioggia, meglio una gonna con gli stivali, piuttosto che infilare un salame di stoffa in questi ultimi.