Il diavolo torna a vestire Prada

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La scrittrice Lauren Weisberger sta lavorando al seguito del celebre romanzo “Il diavolo veste Prada”: la giovane Andy troverà nuovamente sulla sua strada la dispotica Miranda.

Sono passati otto anni da quando l’aspirante giornalista Andy ha deciso di tagliare i ponti con la dispotica direttrice di Runway, Miranda, stanca delle continue vessazioni e di una vita che sembrava non appartenerle più. Otto anni dal bestseller di Lauren Weisberger, “Il diavolo veste Prada” (Simon&Schuster, 2003), che ha spopolato per il suo stile frizzante e per il gusto di una storia che, seppur romanzata, si diceva carica di rimandi alla realtà. Sembra, infatti, che l’autrice, dopo un’esperienza lavorativa per l’autorevole rivista Vogue America, abbia voluto trasporre su carta il suo vissuto nel “dietro le quinte” di un mondo affascinante, ma spesso bizzarro, quale sa essere il sistema moda.

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Per grazia ricevuta

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Una serata in un caffè parigino può costare molto cara. Può costare anche una carriera e una posizione importante, quella presso la storica Maison Dior. A pagare il conto, due anni fa, è John Galliano, allora direttore creativo del marchio, comparso tristemente sulle pagine di tutti i giornali per aver rivolto insulti antisemiti contro una coppia di clienti dello stesso locale.

Quella sera, ripreso in un video, il designer inglese appare evidentemente alterato dall’alcool mentre inneggia a Hitler e lancia ingiurie. Dior lo licenzia in tronco e si dissocia con ogni mezzo dalle parole pronunciate dal suo uomo di punta. Si prova a salvare il salvabile, per di più nel bel mezzo della settimana della moda.

Figura controversa, quella di Galliano: per descriverne il temperamento si potrebbe forse parlare di genio e sregolatezza, di un personaggio dotato di straordinario estro creativo e, al contempo, di spericolati comportamenti sociali. In questo caso, però, si è certamente finiti ben oltre una condotta sregolata, fino a decadere nel razzismo, nel pregiudizio, nell’odio, toccando ancora una volta quella dolorosa e tremenda ferita inflitta al popolo ebraico. La vicenda, insomma, non è di quelle che si dimenticano facilmente.

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