Per grazia ricevuta

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Una serata in un caffè parigino può costare molto cara. Può costare anche una carriera e una posizione importante, quella presso la storica Maison Dior. A pagare il conto, due anni fa, è John Galliano, allora direttore creativo del marchio, comparso tristemente sulle pagine di tutti i giornali per aver rivolto insulti antisemiti contro una coppia di clienti dello stesso locale.

Quella sera, ripreso in un video, il designer inglese appare evidentemente alterato dall’alcool mentre inneggia a Hitler e lancia ingiurie. Dior lo licenzia in tronco e si dissocia con ogni mezzo dalle parole pronunciate dal suo uomo di punta. Si prova a salvare il salvabile, per di più nel bel mezzo della settimana della moda.

Figura controversa, quella di Galliano: per descriverne il temperamento si potrebbe forse parlare di genio e sregolatezza, di un personaggio dotato di straordinario estro creativo e, al contempo, di spericolati comportamenti sociali. In questo caso, però, si è certamente finiti ben oltre una condotta sregolata, fino a decadere nel razzismo, nel pregiudizio, nell’odio, toccando ancora una volta quella dolorosa e tremenda ferita inflitta al popolo ebraico. La vicenda, insomma, non è di quelle che si dimenticano facilmente.

Condannato nel 2011 dal tribunale di Parigi ad una multa di 6.000 euro (pena cumulata per due distinti episodi), Galliano pronuncia in aula le sue scuse ed esce a testa bassa dalla vicenda.

Ulteriori scuse arrivano pochi giorni fa, questa volta insieme all’annuncio di una seconda chance. E’ Oscar de la Renta, celebre stilista dominicano, ad aprire le porte alla creatività di Galliano, offrendogli di collaborare alla realizzazione della sua nuova collezione, che sarà presentata a New York questo mese. Galliano percorre la strada verso il nuovo incarico facendo ammenda: “Sono un alcolizzato - ha ammesso - sono stato in recupero negli ultimi due anni. Ho detto e fatto cose che hanno fatto male agli altri, specialmente ai membri della comunità ebraica. Ho sofferto per il dolore che ho causato e continuo a farlo. Continuerò a impegnarmi per farmi perdonare dalle persone che ho ferito”. De la Renta gli fa eco, dichiarando che una seconda possibilità non si nega a nessuno, soprattutto alle persone particolarmente talentuose come John. Si vocifera, però, che dietro questa nuova opportunità si celi anche l’interessamento e l’intercessione della potente Anna Wintour, direttrice di Vogue USA e amica di entrambi i designer.

Grazia ricevuta o meno, lo scenario si annuncia denso di spunti: l’attesa per il Galliano ritrovato, l’agitazione degli estimatori, i tanti interrogativi di chi non ha ancora deciso se credere o no all’avvenuta redenzione. E’ vero, una seconda possibilità non si nega a nessuno, ma adesso, se la giustizia parigina è stata clemente con lui, rimane da capire se lo saranno altrettanto il mondo della moda e l’opinione pubblica più in generale. Per Galliano, abituato al trionfo sotto i riflettori, si apre un periodo di prova, in cui dimostrare di non aver perso smalto, di saper ancora creare collezioni memorabili ma, più di tutto, di essere diventato un uomo diverso. E bisogna farlo al più presto, prima che anche il talento passi in secondo piano.

 

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