Adesso le chiamano “Belle Vere”

Copertine, passerelle e servizi fotografici sono da sempre sotto accusa per qualche motivo. Additati di proporre modelli di donne anoressiche, di mercificare il corpo femminile per vendere questo o quel prodotto, o ancora di suggerire il ricorso alla chirurgia estetica, che ci rende tutte somiglianti a delle Barbie.

La questione più dibattuta, però, rimane quella legata al peso delle modelle e, di riflesso, delle donne. La moda ha sempre avuto il pallino delle misure, da quelle canoniche, 90-60-90, celebrate dai film anni Cinquanta e Sessanta, alla tanto dibattuta taglia 38. Dopo anni di campagne anti-anoressia, di linee di abbigliamento dedicate alla donna cosiddetta normale, di stilisti che difendono l’abito che “cade” in quel certo modo, di modelle che assicurano di mangiare a sazietà, scende nell’arena dell’acceso dibattito anche Vogue, nell’edizione italiana. Il messaggio arriva dalla copertina del mese di giugno, firmata da Steven Meisel. Tara Lynn, Candice Huffine e Robyn Lawley sono le “curvy” protagoniste di uno scatto dai toni glamour, dall’aria un po’ nostalgica, quasi una cartolina dal passato, per quella che sembrerebbe, invece, proposta come la moda del futuro. “Belle vere”, recita in rosa la cover story. Quindi Vogue, “la Bibbia”, ci sta dicendo – proprio nel mese di giugno – che le curve sono belle? Che la donna formosa adesso fa tendenza? Su Vogue.it fa la sua comparsa anche un canale dedicato alle più formose (http://www.vogue.it/vogue-curvy) ed è appena uscito un libro che celebra “il lato glamour delle rotondità”.

Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, precisa dal suo blog: “(…) se le critiche sono sempre che fotografiamo solo donne troppo magre, una volta tanto vorrei essere criticata per aver messo in copertina donne molto formose. E infine ribadire che la sensualità non è questione di taglia, anzi. Che la bellezza non ha canoni prestabiliti. E che ognuno deve essere felice della propria fisicità al di là delle mode e di quello che i pregiudizi estetici possono designare come regole.”

Il gesto è in sé coraggioso, ma quali saranno gli effetti che produrrà? Vogue provocatorio voleva esserlo, e lo è stato. Voleva accendere nuovamente il dibattito sulle curve, e lo ha fatto, ma ci sarà un’eco visibile di questo messaggio? Franca Sozzani è in realtà impegnata da tempo in iniziative che dichiarano guerra all’anoressia e questo passo s’inserisce probabilmente in un più ampio progetto che veda la riscoperta di un fisico maggiormente vicino a quello delle “donne vere”. Se a sfidare il tabù è un giornale come Vogue, significa però che qualcosa si sta muovendo davvero. Questo è quello che si augurano tutti coloro che, pur amando la moda, credono nell’esistenza di vari canoni di bellezza, qualcuno da riscoprire, ma tutti  - senza dubbio – da esaltare.

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